E’ difficile scegliere chi seguire …le strade sono piene di potenziali mx
di tutti si vorrebbe sapere qualcosa in piu’.
Cerco un segnale ,un indizio che aiuti a sbilanciare la scelta….
Percepisco come un soffio il bilico sottile tra lasciarsi trasportare dagli eventi e volerli modificare .
In questo quartiere mi accorgo di dare un po’ nell’occhio…
Come si puo’ divenire invisibili ?
Dopo vari intenti svaniti nel nulla ,incontro il mio
Mx nella Avenue selengro 223 ,
,decido che e’ lui il mio uomo.
E’ il suo enorme sacchetto di plastica color giallo canarino che mi rapisce l’attenzione….
Non riesco ad identificare cosa ci sia dentro.
Pesa .e’ sicuro.
Forse e’ una semplice zavorra ,e’ cosi’ mingherlino il mio Mx che con il vento di stamani potrebbe facilmente volar via….(forse e’ precauzione di mamma il sacchettosalvavita)
Cammina veloce o meglio saltella controvoglia..
Scarpe da ginnastica in pura plastica luccicanti ,un tarocco chic, tuta di terza generazione ormai sbiadita(era blu).felpa con cappuccio e sopra un enorme maglione di lana grigia ,tre taglie piu’ grandi.del fratello forse.
Risale la avenue salengro.passa sotto il ponte
.arriva all’incrocio con la piazza buganville.attraversa tutti i semafori in rosso.
Non ha fretta .semlicemente se ne frega della possibilita’ di essere investito.
Ha quell’aria di sufficienza o meglio quella percezione dell’immortalita’ propria dei bambini.
E lui e’ un bambino a un gradino dall’adolescenza .
merda .dov’e’ ? destra …sinistra….io si che non sono immortale ne trasparente .le auto mi suonano….
Ma non posso perdere il mio Mx…
Eccolo la’ con il suo enorme sacchetto giallo limone.
Aveva girato a destra.piazza buganville…
Camminiamo insieme lui davanti, io dietro ma allo stasso passo…
Si ferma al 14.
suona il citofono.non riesco ad intuire il piano…
Lui indietreggi e guarda verso il cielo…
Esce una donna …e’ il quarto.una sig.corpulenta non troppo giovane.
Si urlano.non capisco.Parlano in arabo credo.
La sig rientra .la porta si apre.il mio Mx sale su per le scale.
Dietro, la porta,si chiude…
Entro nel bar di fianco..
covo di uomini annoiati e borbottoni.mi piace. ho un’intuizione : non credo sia casa sua.
Aspetto.
“un caffe’ tre serre sil vu ple” !mani grandi, ruvide ,segnate
…non hanno servito solo caffe’
E fortuna vuole che il bar ha le finestre grandi .
Che Il caffe’ era serre ed che in tasca avevo gli spiccioli.
Perche il mio Mx riappare !Era una consegna.non ha piu’ il sacchetto in plastica giallo canarino !
Leggero si ferma a giocare con altri due scugnizzelli sudati ed in piena effervescenza preadolescenziale .simulano risse, si spintonano, ridono saltando su una vecchia uno bianca mal posteggiata.
Io mi siedo sul marciapiede ,simulando di parlare al telefono con la mio vecchio registratore.e filosofeggio (pensando di essere registrata)
Finche’Mx se ne va …non si salutano quasi….hanno tutta l’aria di vedersi con abitudine..
Lo riseguo.
Fragili vite in movimento ,fragile il camminare di uno scugnizzello tutto solo,
tra le reti di una citta’,un’epoca, una cultura….
Spero tanto non mi veda.che non si spaventi.
In realta’ ha tutta l’aria di aver visto cose peggiori !
Ritorna su i suoi passi.
Riattraversa la piazza bougainville ,passa i semafori in rosso,con la stessa spavalderia.
Ripassa sotto il ponte….ora e’ piu’ veloce, sguizza come un pesce..
Spero che senza la zavorra gialla non se ne voli via…
Devo correre per stagli dietro.
Risale la avenue selengro e si ferma al n. 243
ALPHA.NET un taxifon.
e ci entra.
Sembra sia chiuso al pubblico .
Lo aspetto all’angolo, nascosta tra un ford giallo e un w bianco.
Speranzosa che riesca…
Mi siedo sul marciapiede e riprendo il soliloquio con il mio registratore…
Filosofeggio ,nell’attesa…sulla vita.. la ricerca.. il movimento…(una cazzata via l’altra
Sara’ per questo che il registratore si e negato di ritenere le parole.pura e semplice censura)
Faccio un intento. Mi avvicino al taxifon.spingo la porta.e’ aperto !ho ancora speranza !
Inizio a volergli bene povero marmocchio !
Un uomo con i capelli color pece mi saluta gentile.
Blatero frasi confuse sui prezzi delle telefonate mentre la parte destra del cervello cerca il piccolo X
“La carta tal i qual combien ecut ?”…ma dove e’ finito ?”me pur aplle en italy” …ah si. L’ intravedo .e’ in una stanza con finestra interna, giusto nel fondo.e’ con un amico, sembra stiano guardando uno schermo…la tele un compiuter….
Compro una carta al pover uomo, che ha pure chiamato la sorella per soddisfare la mia ossessiva curiosita’sulle tariffe telefoniche.
E giusto in quel momento …esce…se ne va…no no aspetta aaa…
Il cambio di venti e e’ piu’ lento e non posso essere scortese.saluto esco …
Merda l’ho persoooo !
No e’ giusto la’. allo stesso incrocio.al fondo della avenue selengro..
Accelero ,ci sono troppe macchine ,riattraversa con il rosso,svelto come un furetto …
L’ho perso…. ora si’…destra sinistra….sembra sparito…inghiottito,volatilizzato
Che peccato !
Non so’ nemmeno il suo nome…
Risalgo al punto di partenza per fare almeno delle foto.un po’ sconsolata.
Curiosamente mi incontro un vecchio barbone che dorme all’angolo con un grande sacchetto giallo canarino come cuscino…
Le microcoincidenze quotidiane mi inebriano,non sono funzionali ma svelano la ragnatela del reale invisibile agli occhi..cerco di fare discretamente una foto.
E qui assisto ad una esplosione di violenza pseudoincosciente e stridente che mi obbliga ad intervenire.
Due bambini .scugnizzelli sudati in effervescenza ad un gradino dall’adolescenza con una pistola giocattolo si avvicinano all’uomo e lo prendono a calci sulla testa.Impreco.(in lingua materna)
Non mi capiscono ma perlomeno se ne vanno..
Il pover uomo.si alza .non capisce.e’ talmente ubriaco che si rimette a dormire.
Buona notte sig.babbo natale nessuno protegge i tuoi alcolici sonni..ma questa e’ un’altra storia…
Mi riperdo nuovamente nel soliloquio con il vecchio registratore quando e’ la vita stessa questa volta che mi inghiotte..
Appare un vecchi da un bar .
Rubicondo e alticcio…mi invita ad entrare…e’ con amici…e’ la fiesta !!
Una birra due …tre
il sig.miguel el jitano ,manel l’argentino jusep …hajmet l’arabo ,felici della giovane preda
mi vomitano le storie di vita ,i ricordi ..chiedono, rispondono …cantano,mi scrivono poesie…
“soygitano16hijostresmujereslavidaesbellanosotroslotenemosyatodobonitaitaliasevilla
Mefiomasdelasmujeresbrindisinancyminumeroeltuyivamosabilarsomosbuenagentesimplesobrerosotrabier...” etc etc
E alla radio celentano canta.
La vita e’ grassa di sorprese e d’ incontri.
e tutto cio’ che di giallo incontro lo Immortalizzo.

Ed ecco la’ nel momento meno aspettato mi incrocio il mio piccolo x
Ci guardiamo
Lo saluto.
Buona fortuna e GRAZIE !
Tronfia un po’ brilla ritorno al nido
wil giallo



















